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ASD -ASV Sub Marine Diving Club Meran/o

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In tutti i subacquei, compreso chi in superficie vede bene, la cornea (che è il vetro di protezione dell’obiettivo dell’occhio) a contatto diretto con l’acqua perde gran parte del suo potere di rifrazione e quindi diventa difficile vedere distintamente, ciò anche in considerazione del fatto che, in immersione, vi è una riduzione della luminosità e del contrasto fra oggetto e sfondo; inoltre l’acqua, specie quella salata, provoca una notevole ipermetropizzazione (circa 64 diottrie), per cui gli oggetti vengono visti molto rimpiccioliti e pertanto lo stesso oggetto, per essere visto nelle reali dimensioni, come nell’aria, dovrebbe essere almeno dieci volte più grande (di questo se ne avvantaggiano un po’ i miopi). La maschera subacquea ricrea uno strato di aria davanti alla cornea e la visione ne risulta molto più nitida, ma la distanza dei due vetri frontali dall’occhio fa ingrandire gli oggetti da 1.25 a 1.33 volte, mentre con una maschera granfacciale, la cui distanza del vetro dall’occhio è ancora maggiore, come quelle utilizzate nell’ambito dell’attività subacquea commerciale, l’ingrandimento è di circa il 2,7%.

Le lenti corneali hanno il vantaggio che il subacqueo può impiegare qualsiasi tipo di maschera convenzionale, ma non è consigliabile usare le lenti corneali rigide sotto la maschera, perché possono fuoriuscire dalla sede con molta facilità durante le manovre di compensazione; le lenti idrofile hanno una migliore aderenza, ma non devono entrare in contatto con acque inquinate (in pratica tutte, perché trattengono elementi estranei (petrolio, detersivi, batteri, ecc., presenti costantemente sotto forma di un velo superficiale spesso difficilmente individuabile), con il rischio di gravi infiammazioni o di infezioni oculari. Le lenti episclerali con camera d’aria hanno il vantaggio di una migliore correzione ottica, una minore riduzione del campo visivo, una minore resistenza all’avanzamento, una riduzione dello spazio morto (volume aereo residuo della maschera) e quindi consentono una maggiore facilità di compensazione nelle immersioni profonde in apnea. Gli svantaggi sono che è necessario adattarle e costruirle sulla singola persona, che è necessario un periodo di assuefazione e adattamento, che la parte scoperta delle mucose congiuntivali rimane esposta all’azione irritante dell’acqua marina e il loro impiego protratto oltre mezz’ora induce edema della cornea e relativa visione di aloni colorati. Comunque, gli apneisti che usano queste lenti durante le immersioni profonde limitano il loro uso a non più di 10-20 minuti continuativi, senza nessun danno. In conclusione, a tutt’oggi la soluzione per correggere deficit visivi in immersione che espone a minori inconvenienti rimane quella delle maschere ottiche.